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Vendere online

Vendere online dal negozio fisico: sito, Amazon, eBay, TikTok

· 9 min di lettura · Revolution Marketing, Salerno

Titolare di un piccolo negozio che prepara un pacco da spedire per un ordine online dietro il bancone
Foto di boutiquegirlish21 su Pixabay

Hai un negozio a Salerno, a Caserta o in un paese della costiera. I clienti ti conoscono, la vetrina funziona, ma le vendite si fermano quando abbassi la saracinesca. Poi a novembre ti scrive la signora di Torino che ad agosto ha comprato da te in vacanza: «Me lo spedite?». È il segnale più chiaro che c'è domanda anche fuori dalla bottega.

Vendere online partendo da un negozio fisico non vuol dire aprire un secondo negozio da zero. Vuol dire portare in rete una parte di quello che hai già, con regole diverse. In questa guida trovi i primi passi, i pro e contro di sito, Amazon, eBay e TikTok Shop per una piccola attività, il problema delle giacenze e tempi realistici.

Un dato di contesto: secondo l'ISTAT, nel commercio vende online il 19,1% delle imprese con almeno 10 addetti, e l'istituto parla di segnali di stagnazione dell'e-commerce delle PMI. Il dato riguarda aziende più grandi di una bottega media, ma dice una cosa utile: chi comincia adesso non arriva tardi.

Prima del canale, scegli cosa vendere

L'errore più comune è voler mettere online tutto il negozio. Parti da una selezione. Un prodotto adatto alla vendita online di solito ha queste caratteristiche:

  • si spedisce senza rompersi e senza costi di imballo esagerati;
  • ha un margine che regge commissioni, spedizione e qualche reso;
  • lo hai in quantità o lo riordini facilmente dal fornitore;
  • è difficile da trovare altrove allo stesso prezzo, perché è artigianale, locale o di nicchia.

Per ogni articolo prepara foto su sfondo chiaro, misure, peso, materiale e un codice univoco (lo SKU, cioè il codice interno che identifica quel prodotto e ogni sua variante di taglia o colore). Sembra burocrazia, ma è ciò che ti salverà quando venderai su più canali.

Poi fai il conto del margine reale, prodotto per prodotto: prezzo di vendita meno costo d'acquisto, commissione del canale, spedizione e imballo. Se resta poco su un articolo da 15 euro, quell'articolo è meglio lasciarlo in vetrina e basta.

Il sito di proprietà

Il sito è casa tua. Decidi tu prezzi, grafica e promozioni, e i dati dei clienti restano a te. Non paghi commissioni a un marketplace, anche se restano i costi dei pagamenti e della piattaforma.

Il limite è uno solo, ma pesa: nessuno lo trova da solo. Il traffico devi portarlo tu, con i social, con Google, con i clienti che già hai. Per questo funziona bene se hai una clientela affezionata o tanti turisti di ritorno, quelli che hanno scoperto il tuo negozio in vacanza e vogliono ricomprare da casa.

Se hai già i numeri di telefono dei clienti con il loro consenso, avvisarli quando esce un prodotto nuovo è il modo più diretto per portare visite al sito. Con la piattaforma WhatsApp di Revolution Marketing puoi inviare campagne a gruppi di clienti segmentati, per esempio solo a chi ha comprato ceramiche o solo a chi ha fatto acquisti nell'ultimo anno.

Vendere su Amazon con un piccolo negozio

Amazon ti dà accesso a un pubblico enorme che ha già la carta di credito salvata. È il suo punto di forza e anche il suo problema: lì il cliente confronta tutto, soprattutto il prezzo.

I piani per i venditori sono due:

  • il piano Individuale costa 0,99 euro per articolo venduto, senza canone, ed è pensato per chi vende meno di 40 articoli al mese;
  • il piano Professionale costa 39 euro al mese IVA esclusa.

In entrambi i casi si aggiunge una commissione di segnalazione che dipende dalla categoria. Alcune guide di settore stimano che, sommando commissioni, logistica e pubblicità, il costo totale arrivi intorno al 20-35% del prezzo: prendilo come ordine di grandezza, non come regola. Sempre secondo le guide di settore, solo il piano Professionale permette di competere per la Buy Box, il riquadro con il pulsante «Aggiungi al carrello» che si prende gran parte delle vendite.

Amazon ha senso se vendi un prodotto tuo o difficile da trovare: una linea artigianale, un marchio locale, un articolo che i grandi rivenditori non hanno. Se invece vendi lo stesso prodotto di marca che trovano tutti, rischi di competere sul prezzo con chi compra a quantità che una bottega non può permettersi.

eBay, il canale più flessibile

eBay è meno rigido sul tipo di prodotto. Funziona bene per pezzi unici, fine serie, collezionismo, ricambi e articoli che in negozio restano sullo scaffale da mesi. Per molti negozi è il modo più semplice di fare le prime vendite online.

I costi per i venditori professionali, secondo le tariffe ufficiali di eBay.it, sono:

  • una commissione sul valore finale, calcolata sul totale della vendita spedizione compresa, che a listino va dal 6,5% al 12% a seconda della categoria;
  • 0,35 euro per ogni ordine;
  • una tariffa per l'adeguamento normativo dello 0,35% del totale, che con l'IVA diventa 0,43%.

C'è anche una penalità da conoscere: se la tua quota di reclami per oggetto non conforme alla descrizione è considerata molto alta, la commissione sale di 4 punti nel mese successivo, per esempio dall'11% al 15%. In pratica conviene descrivere ogni difetto, misura e colore con precisione. Una foto in più costa meno di un reclamo.

TikTok Shop in Italia, come funziona

TikTok Shop è arrivato in Italia il 31 marzo 2025. Permette di vendere direttamente dentro i video e le dirette: chi guarda tocca il prodotto e compra senza uscire dall'app.

I ruoli sono tre. C'è il venditore, cioè tu. C'è il creator affiliato, che promuove i tuoi prodotti nei suoi video e prende una commissione, di solito tra il 5% e il 20%. E ci sono le agenzie che gestiscono i creator. Secondo fonti di settore, dall'8 gennaio 2026 la commissione standard per i venditori europei è del 9% sul venduto, senza costi di iscrizione né canoni fissi.

Il vantaggio è la visibilità: un video fatto bene può far conoscere il tuo negozio a persone che non ti avrebbero mai cercato. In Campania ci sono prodotti che si prestano molto, perché hanno una storia da raccontare: la lavorazione a mano, il laboratorio dietro la bottega, il prodotto tipico spiegato da chi lo fa da trent'anni.

Il rovescio è che TikTok Shop vuole contenuti continui. Se non hai tempo né voglia di girare video almeno qualche volta a settimana, o di lavorare con un creator, rischi di aprire una vetrina che nessuno vede. E se usi gli affiliati, la loro commissione si somma a quella della piattaforma: rifai il conto del margine.

Quale canale scegliere per primo

Un canale alla volta, al massimo due nei primi mesi. Come regola pratica:

  • hai clienti affezionati e turisti che tornano: parti dal sito, sostenuto da WhatsApp e social;
  • hai pezzi unici, fine serie o merce ferma: parti da eBay;
  • hai un prodotto tuo, artigianale o di nicchia: valuta Amazon;
  • ti piace stare davanti alla telecamera, o hai un figlio o un collaboratore che lo fa volentieri: prova TikTok Shop.

Aprire quattro canali insieme sembra il modo più veloce per vendere di più. Di solito è il modo più veloce per perdere il controllo del magazzino.

Il vero problema sono le giacenze

Sabato mattina vendi al banco l'ultima borsa in pelle color cuoio. Nel pomeriggio arriva un ordine su eBay per la stessa borsa. Devi scrivere al cliente, annullare, scusarti. Il cliente è deluso e i marketplace tengono traccia dell'affidabilità di chi vende.

È il problema numero uno di chi vende online partendo da un negozio fisico, perché la merce è la stessa e il negozio non si ferma. Qualche accorgimento aiuta molto:

  1. Tieni una scorta di sicurezza: se hai 5 pezzi, online ne mostri 3 o 4.
  2. Per i pezzi unici decidi in partenza: o restano solo in negozio, o li metti da parte in un angolo del magazzino riservato all'online.
  3. Scarica ogni vendita al banco subito, o almeno a fine giornata, prima che arrivino gli ordini della sera.
  4. Usa lo stesso codice SKU su tutti i canali, così sai sempre di quale articolo stai parlando.

Con un solo canale online puoi gestirla a mano. Con due o tre, aggiornare le quantità su ogni piattaforma diventa un lavoro a parte, ed è lì che nascono gli errori.

Tempi realistici

Niente vendite il giorno dopo. Le tappe tipiche sono tre, e i tempi dipendono da quanti prodotti hai e da quanto tempo ci dedichi.

La preparazione richiede di solito qualche settimana: selezione dei prodotti, foto, schede, calcolo dei margini, apertura degli account e verifiche dei documenti richieste dai marketplace. Poi arrivano i primi ordini, che servono soprattutto a imparare: imballo, corriere, resi, domande dei clienti. Solo dopo alcuni mesi hai abbastanza dati per capire quali prodotti e quale canale rendono davvero.

In Campania conta anche il calendario. Se il tuo negozio è in una zona turistica, aprire online ad agosto, con la bottega piena, è la scelta peggiore. Meglio preparare tutto nei mesi tranquilli, così arrivi pronto alla stagione o al periodo di Natale, quando anche chi ti ha conosciuto d'estate torna a cercarti.

Gestire tutti i canali da un posto solo

Quando il negozio online funziona e vuoi aggiungere un secondo o un terzo canale, ti serve un magazzino unico: una sola giacenza che si aggiorna quando vendi in qualunque punto, così la borsa venduta al banco sparisce anche dagli altri canali.

È quello che fa Revolution Sell, il nostro e-commerce multicanale: gestisci sito, Amazon, eBay, TikTok Shop e Google Shopping da un unico pannello, con le quantità condivise tra tutti i canali. Se vuoi capire nel dettaglio come funziona il collegamento ai marketplace, trovi tutto nella pagina su come vendere su Amazon, eBay e TikTok Shop con Revolution Sell.

Siamo a Salerno e seguiamo di persona negozi in tutta la Campania. Se vuoi capire da quale canale partire con i tuoi prodotti, contattaci per una demo: guardiamo insieme catalogo, margini e magazzino, prima ancora di parlare di piattaforme.

Domande frequenti

Posso vendere online solo una parte dei prodotti del negozio?

Sì, ed è il modo giusto di cominciare. Parti dagli articoli con buon margine, facili da spedire e che hai in quantità. Gli altri possono restare solo in bottega.

Su Amazon conviene il piano Individuale o il Professionale?

Il piano Individuale costa 0,99 euro per articolo venduto ed è pensato per chi vende meno di 40 articoli al mese. Oltre quella soglia, o se vuoi competere per la Buy Box, conviene il Professionale da 39 euro al mese più IVA. In entrambi i casi paghi anche la commissione di categoria.

Quanto prende eBay per ogni vendita?

Una percentuale sul totale, spedizione compresa, che va dal 6,5% al 12% secondo la categoria, più 0,35 euro per ordine e la tariffa per l'adeguamento normativo dello 0,35% più IVA. Controlla la tabella della tua categoria sulla pagina tariffe di eBay.

Devo cambiare qualcosa con il commercialista se vendo online?

Sì, parlane prima di aprire. Le vendite online hanno regole su corrispettivi, fatture e documenti diverse da quelle del banco, e cambiano a seconda del canale.

Come evito di vendere online un articolo già venduto in negozio?

Mostra online meno pezzi di quelli che hai, registra subito le vendite al banco e usa lo stesso codice prodotto ovunque. Con più canali attivi serve un sistema con magazzino unico che aggiorni le quantità da solo.

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